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In occasione del 750esimo anniversario della nascita di Dante Alighieri, Sorrento ospita una mostra di altorilievi che rappresentano scene tratte dai canti dell’Inferno della Divina Commedia.

In totale sono diciotto i pannelli marmorei realizzati dal maestro Benedetto Robazza che resteranno esposti fino al 31 agosto nella Villa Comunale di Sorrento. L’evento, primo in tutta Italia, è stato voluto dalla Fondazione Sorrento in collaborazione con il Comune. La location dei pannelli è stata pensata per offrire al pubblico visioni infernali nel paradisiaco scenario del Golfo di Napoli.

La prepotenza espressiva del maestro Robazza ha già avuto grande riscontro in altri spazi pubblici in giro per il Mondo, come il monumento a Giuseppe Garibaldi posizionato nella 18th avenue di New York o quello di Rodolfo Valentino a Los Angeles. Di notevole significato anche le didascalie che accompagano i pannelli dell’Inferno di Dante, la più significativa è senza dubbio quella dell’ultimo canto:

CANTO XXXII E XXXIII
“… Guarda come passi;
va si che tu non calchi con le piante le teste dei fratei miseri e lassi.
Per ch’io mi volsi e vidimi davante E sotto i piedi un lago che per gelo Avea di vetro e non d’acqua sembiante.”

Siamo davanti al Cocito, il lago gelato in cui sono immersi i traditori: in una zona i traditori dei parenti, in un’altra i traditori della patria. Ed ecco con pochi segni, quasi per accenni, potremmo dire, viene felicemente resa questa agghiacciante immagine, dalla quale, in primo piano (e siamo così nel trentatreesimo canto) emerge l’intrico di due corpi confitti nella stessa buca; davanti l’arcivescovo Ruggeri e dietro, sopra di lui, il conte Ugolino che gli rode il cranio.

Il maestro Robazza ha esasperato la veridicità di questa orrenda scena atraverso una dettagliata descrizione anatomica. A destra del pannello si trova Lucifero che con le sue grandi ali tiene ghiacciato il lago nel quale sono stati inabissati i traditori dei benefattori. Le tre facce della testa hanno 3 orrende bocche che divorano Bruto, Cassio e Giuda, i tre più grandi traditori della storia.

Il viaggio si conculde con il ritorno in scena di Dante e Virgilio che si accingono a lasciare l’Inferno attraverso la burella per uscire “a riveder le stelle”. Ed è qui che il maestro ripropone simbolicamente la stessa porta arborea dell’ingresso.

Maggiori informazioni sulle opere sono disponibili sul sito dell’artista. La mostra sarà aperta dal 25 aprile fino al 31 agosto dalle 10 alle 22 nella Villa Comunale di Sorrento.